Come tutti sappiamo, l’emergenza covid-19 ha causato un grande sconvolgimento dei mercati e sono poche le aziende che sono riuscite a raggiungere gli obiettivi, in termini di risultati, che si erano poste a inizio anno. 

 

Questo ha influito anche sulla detassazione del premio di risultato maturabile nell’anno 2020 ma che verrà erogato nel 2021.

Una delle possibili soluzioni per rispondere a questa emergenza sarebbe quella di inserire tra gli interventi emergenziali anche la sospensione, per il solo 2020, del requisito di incrementalità per fruire dell’agevolazione fiscale sui premi della legge 208/2015.

 

Sembra però inapplicabile in quanto una manovra di questo tipo stravolgerebbe la ratio della norma. La strada percorribile pare invece essere quella delle “aperture” che la risoluzione 36/E/2020 dell’agenzia delle Entrate sembra contenere.

 

All’interno della risoluzione infatti sembrano esserci dei chiarimenti che ammettono interventi ex post sull’accordo relativo al premio di risultato al fine di riconoscere la tassazione agevolata almeno su una parte del premio che verrà erogato.

 

  1. Per quanto riguarda gli accordi non ancora sottoscritti per il 2020: considerata l’estrema incertezza e variabilità dei mercati e parametri economici, dovuta al covid-19, non è possibile al momento della sottoscrizione di conoscere l’andamento dei valori individuati e quindi è possibile detassate interamente il premio. 
  2. Per gli accordi pluriennali o già sottoscritti, sembra possibile intervenire con intese integrative che inseriscono nuovi parametri che tengono in considerazione la diversa organizzazione del lavoro caratterizzante questo periodo emergenziale.

 

È importante inoltre ricordare che, tra i possibili indicatori per la misurazione dell’incremento dell’efficienza dell’organizzazione aziendale (e quindi al fine di determinare la detassazione dei premi di risultato) è previsto il tasso di dipendenti in lavoro agile. 

 

Anche questo parametro rischia di creare confusione in quanto nel primo semestre del 2020 verrà sicuramente registrato un picco nell’adozione dello smart working, che però sarà difficile da superare in seguito. Anche in questo caso quindi vi è una oggettiva incertezza in merito all’andamento dei nuovi parametri inseriti. 

 

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[Fonte: Sole 24 Ore, l’8 luglio 2020]