Se hai già sentito parlare di welfare aziendale e sei interessato ad offrire ai tuoi dipendenti un pacchetto di beni e servizi diversi dalla tradizionale remunerazione in denaro, sappi che hai diverse opzioni. La scelta varia in base ad alcune condizioni e considerazioni. Cerchiamo quindi di chiarire e comprendere quali sono i passi da compiere in un progetto di welfare aziendale.

Come accedere al welfare aziendale

Tutte le aziende, di qualsiasi dimensione e fatturato, hanno la possibilità di accedere al welfare aziendale. Possono così contribuire ad un maggior benessere dei propri dipendenti e dei loro familiari con beni e servizi quali ad esempio rimborsi di tasse e testi scolastici, servizi di nursery e baby-sitting, campi estivi, buoni spesa, gift card, voucher, abbonamenti in palestra, viaggi, rimborsi visite specialistiche, ecc.

Per farlo, è necessario partire dall’analisi di alcuni fattori.

Innanzitutto bisogna chiarire gli obiettivi aziendali da raggiungere con le misure di welfare, per esempio come leva per attrarre nuove risorse in azienda e per la riduzione dell’assenteismo o del turnover.

Quindi, attraverso appositi questionari, vengono interpellati i dipendenti per capire quali misure dell’ampio paniere a disposizione del welfare aziendale siano preferibili. Questo per porre le basi di un progetto che venga accolto da tutti positivamente e garantirne il successo.

Raccolti gli elementi per sviluppare il piano di welfare aziendale, si passa alla scelta della modalità, verificando dapprima se esiste un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – CCNL che prevede obbligatoriamente il welfare, detto welfare contrattuale. In questo caso, come avviene per il settore metalmeccanico, bisogna fare riferimento alle disposizioni in materia previste dal Contratto di settore.

Se non esiste un CCNL che dà delle indicazioni, le modalità più utilizzate per accedere al welfare aziendale sono: il welfare liberale, il welfare da premio di risultato ed il welfare puro.

Il welfare liberale consiste nella decisione unilaterale da parte dell’azienda di concedere delle liberalità, anche ad personam, ai suoi dipendenti. In questo caso i beni o servizi offerti, chiamati anche Fringe Benefit perché accessori alla normale retribuzione, sono soggetti alla soglia di deducibilità di 258,23 euro all’anno. Questo significa che superando questo valore, i beni e servizi offerti vengono tassati.

Con il welfare da premio di risultato (o welfare di produttività) e il welfare puro (detto anche “premiale” o “on top”) l’azienda offre ai dipendenti la possibilità di scegliere se convertire in toto o parzialmente il premio di risultato in beni e servizi di welfare aziendale, non tassati, con alcuni limiti per la prima modalità, come visto in un precedente articolo.

L’azienda deve quindi procedere, a seconda della modalità prescelta, alla definizione di un accordo bilaterale o unilaterale, con il quale vengono stabiliti tra l’altro le caratteristiche dei beni e servizi, la modalità di erogazione (potrebbe essere necessario utilizzare una piattaforma welfare), i criteri di misurazione degli incrementi a cui legare un eventuale premio di produzione, ecc.

Nel caso in cui siano presenti rappresentanze sindacali, l’azienda deve confrontarsi con queste per la definizione di tutti gli aspetti disciplinati dal regolamento, che andrà sottoscritto da entrambe le parti e quindi comunicato ai dipendenti.

Una volta terminate le fasi di analisi, definizione degli obiettivi, verifica delle esigenze del personale, scelta della modalità di welfare, contrattazione, definizione dell’accordo e comunicazione, si procede all’attivazione del piano di welfare aziendale.

Come attivare il welfare aziendale

Se il piano di welfare aziendale prevede per l’erogazione dei beni e servizi prescelti l’utilizzo di una piattaforma, bisognerà stipulare un contratto con il provider e provvedere alla comunicazione di tutte le informazioni inerenti al suo settaggio (come i servizi prescelti, i nominativi dei dipendenti, il credito in welfare disponibile per ciascuno, ecc.).

Andrà quindi formato il personale al suo utilizzo in autonomia, per assicurare la piena partecipazione al progetto e di conseguenza il suo successo. L’ufficio amministrativo si occuperà delle fatturazioni, conti deposito e compliance fiscale relativi.

È fondamentale verificare periodicamente l’andamento del piano di welfare aziendale attraverso analisi economiche e strutturali dei risultati, nonché provvedere agli aggiornamenti normativi qualora ve ne fossero.

Tutte le attività viste finora comportano un notevole dispendio di energie e di tempo se gestite dall’azienda in autonomia, con il rischio che l’inesperienza e la mancanza di competenze specifiche portino ad un insuccesso.

L’alternativa più sicura è affidarsi ad un consulente di welfare aziendale che, coadiuvato da un team di esperti nelle varie aree interessate, affianchi l’azienda nella co-progettazione e gestione del piano di welfare, occupandosi di ogni passaggio e aggiornandola su ogni progresso, alleggerendo così anche il lavoro delle risorse umane e dell’amministrazione.

NoiWelfare Società Benefit è nata per seguire i progetti di welfare aziendale delle imprese, offrendo servizi di consulenza e coordinamento in tutte le fasi. Grazie alla nostra esperienza, abbiamo creato Noi!METHOD, il metodo per l’Analisi, la Progettazione, la Realizzazione e la Verifica del Piano.