Anche per il 2021 permangono le caratteristiche di detassazione totale per il Premio di Risultato convertito in Welfare. Vediamo nel dettaglio le diverse opzioni a disposizione delle aziende.

Il Premio di Risultato: cos’è e quali sono i suoi limiti

È interesse dell’impresa avere dipendenti più motivati, così come è nell’interesse del dipendente guadagnare di più. È possibile raggiungere questi obiettivi con il Premio di Risultato, ma ci sono dei costi collegati, sia per l’azienda che per i dipendenti.

Il Premio di Risultato (detto anche Premio di Produzione) è la quota aggiuntiva alla retribuzione che viene riconosciuta ai dipendenti al raggiungimento di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Il lavoratore può scegliere se riceverlo in busta paga. In questo caso, può optare per una tassazione agevolata del 10% purché il premio non ecceda i 3.000€ lordi annui e il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi gli 80.000€.

Il Premio di Risultato non concorre a formare il reddito da lavoro del dipendente se soddisfa le suddette condizioni.

Per l’azienda invece, il costo è legato a contributi previdenziali ed oneri di altro tipo, anche se è deducibile ai fini IRES.

Per usufruire di queste agevolazioni, vi deve essere un accordo territoriale o di 2⁰ livello con le parti sindacali che preveda espressamente la possibilità di usufruirne per la totalità dei lavoratori.

Il Premio di Risultato convertito in Welfare: vantaggi e limiti

Come abbiamo visto, il Premio di Risultato consente una tassazione agevolata se corrisposto in busta paga. Ma c’è anche la possibilità che non venga tassato affatto.

Infatti, in alternativa alla busta paga, il lavoratore, qualora espressamente indicato all’interno dell’accordo negoziale, ha la facoltà di scegliere che il Premio venga, parzialmente o totalmente, convertito in prestazioni di welfare per coprire ad esempio spese mediche, assistenza a familiari anziani o non autosufficienti, tasse universitarie, libri di testo, mense, asilo nido, buoni pasto, ecc.

In questo caso, l’importo non è soggetto ad alcuna tassazione o onere contributivo, né per il dipendente, né per l’azienda.

Permangono però i limiti di 3.000€ e 80.000€ visti sopra che si possono superare solo qualora il dipendente opti per particolari forme di welfare quali l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare.

Il Welfare Premiale in sostituzione del Premio di Risultato

Esiste però un’altra forma di welfare che offre il vantaggio della detassazione totale ma senza le limitazioni viste fin qui.

Si tratta del Welfare Puro, detto anche Welfare Premiale (o On Top). L’azienda, al raggiungimento di obiettivi prefissati, offre beni, opere o servizi di welfare a tutti o a specifiche categorie di lavoratori in aggiunta (ovvero On Top) alla normale retribuzione. Questo avviene senza la necessità di un accordo territoriale o sindacale di 2⁰ livello (come nei due casi precedenti), ma semplicemente con un Regolamento Aziendale  interno.

Non è soggetto ad alcun limite di importo o di retribuzione annua e non concorre alla determinazione del reddito da lavoro ai fini ISEE.

Detassazione premi di risultato 2021

Permangono quindi anche per il 2021 le caratteristiche per ciascuna modalità di erogazione del Premio di Risultato.

  1. Premio di risultato in busta paga: tassazione del 10%, con limite del premio di 3.000€ lordi annui e limite del reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente di 80.000€. Necessario un accordo sindacale di 2⁰livello;
  2. Premio di Risultato convertito in Welfare: detassazione totale, con limite del premio di 3.000€ lordi annui e limite del reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente di 80.000€, tranne casi specifici;
  3. Premialità tramite Welfare Puro: detassazione totale, nessun limite, necessita solamente di un accordo aziendale interno.

Tutte queste caratteristiche fanno del Welfare Premiale la scelta più vantaggiosa sia per le aziende che per i loro collaboratori.

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Riferimenti normativi: